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Il mio nome è Katerina

Appelfeld, Aharon

1994

Abstract
"Poichè nel mondo non esistono più ebrei, ogni settimana celebro da sola il Sabato": così scrive Katerina, vecchia contadina cattolica. Cresciuta nella campagna dell'Europa orientale, a Katerina è sempre stato insegnato a odiare gli ebrei perchè colpevoli dell'assassinio di Cristo. Abbandonato il villaggio ancora ragazzina, Katerina va a servizio presso famiglie ebree dove ha modo di osservare la ritualità religiosa, la calma e la serietà di questi individui. I lunghi anni di convivenza e le riflessioni provocate dai tragici esiti dei ricorrenti pogrom provocano nella donna, in modo inconsapevole, una progressiva empatia con la sensibilità e mentalità ebraica, al punto da voler far circoncidere il figlio.