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Piccoli equivoci senza importanza

Tabucchi, Antonio

1985

Abstract
Una Toscana segreta e stregata, una stazione della Riviera, una Lisbona baudelairiana, un rallye di automobili d'epoca, un persecutore implacabile dall'aria distinta in un treno da Bombay a Madras. I racconti di Tabucchi sembrano, a una prima lettura, avventure esistenziali, ritratti di viaggiatori ironici e disperati. Poi l'apparente sintonia fra il reale e il narrato diventa all'improvviso turbamento e sconcerto. Come degli obliqui "racconti filosofici", le storie di Tabucchi si trasformano in una riflessione intorno al caso e alla scelta, un tentativo di osservare gli interstizi che attraversano il tessuto dell'esistenza. Nelle pagine di Tabucchi aleggia un'inquietudine metafisica che evoca la migliore tradizione italiana da Piero della Francesca a De Chirico, a Pirandello. Ma questo scrittore, che ama i personaggi eccentrici e le vite sbagliate, carica i suoi enigmi di una luce strana; i suoi geroglifici "polizieschi" sono le ricerche di un investigatore che non cerca risposte, ma un messaggio, un segnale, un'apparizione.
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USMS6@APICE

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Inventario
238 21685
Collocazione
A.F.AP. 2.1.TAB001. 001
Note
1 v., con dedica autografa dell'A.
Provenienza
Porta, Antonio

Documento per sola consultazione interna

Inventario
238 37171
Collocazione
A.F.PSC. 1.TAB01. 004
Provenienza
Scheiwiller, Giovanni & Scheiwiller, Vanni