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Sonata di primavera

Valle-Inclán, Ramón : del

2007

Abstract
«In preda aìle pene d'amore, chi non ha peccato? Sono intimamente convinto che il Diavolo tenti sempre i migliori. Quella notte il cornuto monarca degli abissi mi infiammò il sangue con il suo soffio e svegliò le mie deboli carni, fustigandole con la sua coda nera. Stavo attraversando il terrazzo quando una violenta raffica alzò la ondeggiante cortina di una finestra e i miei occhi mortali videro, inginocchiata in fondo alla stanza, la sagoma pallida di Maria Rosario. Non riesco a spiegare quello che provai; dapprima fu un impulso ardente e poi un brivido freddo e crudele, come l'audacia che si scorge sulle labbra e negli occhi del divino Cesare Borgia, in quel ritratto che di lui fece il divino Raffaello.»
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